Addio Heath

Heath LedgerAvrebbe compiuto 29 anni il prossimo 4 aprile, anche se non sembrava poi così giovane. Nonostante quel suo bellissimo viso dai tratti non convenzionali, con occhi stretti e allungati e bocca grande e carnosa, Heath riusciva a incarnare la profondità d’espressione di chi la vita l’ha vissuta intensamente. Come quel suo Ennis Del Mar, ruolo che gli è valso una nomination agli Oscar, attraverso il quale ha raccontato con grandi silenzi e sguardi intensi la rassegnazione di chi per tutta la vita ha cercato di reprimere una natura mai accettata e mal vissuta. Una natura così diversa dalla sua immagine pubblica, sempre I'm not Theresolare e giocosa.
All’ultimo Festival del Cinema di Venezia, in barba a fan e giornalisti pronti a scattare foto a uno degli uomini più sexy del cinema, si è presentato con calzoni corti, calze a righe rosse e cappellaccio a ritirare la Coppa Volpi per Cate Blanchett miglior interprete femminile per I’m not There, film nel quale Heath interpreta Robbie Clark. Un talento, quello di Heath, che non è mai passato inosservato e, sin dall’inizio della sua carriera, non è mai stato offuscato da quella fisicità così prorompente da rischiare di farlo entrare tra le fila dei belli e insignificanti.

The Dark KnightLo stavamo aspettando nell’attesa interpretazione di Joker, nel secondo episodio di Batman firmato Christopher Nolan. Il regista gli aveva affidato il ruolo che fu di Jack Nicholson, indimenticabile nemico del supereroe alato nella versione di Tim Burton, suscitando le proteste dell’attore che pretendeva di essere consultato per la scelta dell’interprete che avrebbe dovuto raccogliere la sua eredità. Come in Casanova, ancora un ruolo in cui la fisicità di Heath viene esaltata, ma le immagini con il trucco pesante non nascondono lo spessore che l’attore è riuscito a imprimere a un personaggio così difficile. Lo vedremo presto, di nuovo sui grandi schermi per farci ridere, terrorizzarci e farci innamorare, magia del cinema capace di regalarci un’illusione di eternità e farci dimenticare per due ore che Heat non c’è più.

HeathLedgerSe n’è andato senza clamore e, a parte le ipotesi di presunto suicidio, resta lo sconcerto di una morte improvvisa che non intacca l’immagine di un uomo che ha fatto parlare di se soprattutto come attore. Qualsiasi cosa abbia provocato la morte di Heath Ledger noi lo vogliamo ricordare romantico e sorridente come Giacomo Casanova, intenso e struggente come il cowboy gay di Brokeback Mountain, perfido e affascinante come Joker. Il resto sono solo chiacchiere.

Leggi l’articolo che la nostra LucyLiu ha dedicato alla scomparsa di Heath Ledger su JustMy PlaNet. Guarda qui alcuni video girati prima e dopo la morte dell’attore.

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Addio a Kovacs, un maestro della fotografia

KovacsLaszlo Kovacs , nato in Ungheria e direttore della fotografia di alcuni tra i più celebri film americani, si è spento sabato nella sua casa di Beverly Hills, all’età di 74 anni. Tra i film di cui ha curato la fotografia ricordiamo Easy Rider, New York, New York, Ghosthbuster, Frances, ma anche Pericolosamente insieme e Il matrimonio del mio migliore amico. James Chressanthis, che stava lavorando al documentario Laszlo e Vilmos sulla vita e l’amicizia di Kovacs e Zsigmonds (altro famoso direttore della fotografia), dice che nonostante negli ultimi tempi si fosse sentito meglio, il cancro non permetteva più a Laszlo di condurre la stessa vita di sempre.

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Chevy Chase rivela: mia madre mi maltrattava

Chevychase Chi non conosce il divertentissimo Chevy Chase (alias Cornelius Crane Chase)?
Lo avrete sicuramente visto in azione nei suoi primi, mitici film come ‘Fletch - Un colpo da prima pagina‘ e ‘National Lampoon’s Vacation‘, dove si ritagliava ruoli sicuramente più indovinati di quelli delle sue interpretazioni più recenti (vedi ‘Mariti in affitto‘). Ebbene, il simpatico attore ha rivelato, in occasione del lancio della sua biografia ‘I’m Chevy Chase… And You’re Not‘ (che sarà pubblicata da Virgin Books) di aver subìto da bambino vari maltrattamenti, anche ripetuti, da parte di sua madre e di essere stato ‘rifiutato emotivamente’ dal patrigno, secondo marito della donna. Chevy non è riuscito mai a perdonarli, neanche dopo la loro morte, ed è un vero miracolo che da una situazione familiare tanto sofferta sia comunque scaturito un carattere e una personalità in grado di far sorridere (e ridere di gusto, ammettiamolo!) milioni di spettatori.
Che dire? Ora i suoi fans gli vorranno addirittura più bene di prima!

Per approfondire: Chevy Chase says in new bio was beaten by mother (Yahoo! News)

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