19 Marzo 2008 - 15:44VicVegaCronaca
E’ morto improvvisamente, all’età di 54 anni Anthony Minghella, regista premio Oscar de Il paziente inglese. Minghella era ricoverato al Charing Cross Hospital di Londra, dove aveva subito un intervento chirurgico una settimana fa, ma la morte ieri mattina all’alba per emorragia cerebrale ha colto tutti di sorpresa.
Il regista, di origini italiane, era molto apprezzato per il suo modo di fare socievole e affettivo. Tutti gli attori che hanno lavorato con lui, da Jude Law a Ralph Fiennes, da Juliette Binoche a Stefania Rocca, che interpretò un piccolo ruolo ne Il talento di Mr. Ripley, lo ricordano come un amico, una persona sempre disponibile a far partecipe la troupe e il cast di ogni minimo dettaglio del suo lavoro.
Oltre a Il paziente inglese, che si aggiudicò 9 statuette, e Il talento di Mr. Ripley, Minghella diresse anche Ritorno a Cold Mountain e Mr. Wonderful, con Matt Dillon e William Hurt.
13 Febbraio 2008 - 03:02VicVegaCronaca
Si è spento l’11 febbraio, all’età di 75 anni, Roy Scheider. Aveva un tumore, ma non è riuscito a sconfiggerlo come aveva fatto con quello Squalo che lo aveva reso tanto famoso. Infatti, sebbene considerasse l’interpretazione di Bob Fosse in All that Jazz il suo ruolo migliore, è come capo della polizia di Amity che tutti lo ricordano: quel poliziotto terrorizzato dall’acqua in cui tutti gli spettatori si identificavano pensando, come lui, “ci serve una barca più grande… “. La battuta, che non era contenuta nel copione ma fu un’uscita spontanea di Roy Scheider, è stata votata nel 2005 dall’American Film Institute e si è classificata trentacinquesima nella lista delle 100 frasi più celebri del cinema.
Un uomo meraviglioso, ha detto di lui l’amico Richard Dreyfuss, un attore eccezionale, diciamo noi, meraviglioso comprimario accanto a Dustin Hoffmann e Lawrence Olivier in Il maratoneta e al fianco di Gene Hackman ne Il braccio violento della legge, che gli valse una nomination agli Oscar come Miglior Attore non protagonista. Non furono da meno i ruoli da protagonista tra i quali, oltre a All that Jazz per il quale ebbe una nomination come Miglior Attore Protagonista, ricordiamo Tuono blu, 2010 l’anno del contatto, Il segno degli Hannah e Una squillo per l’ispettore Klute (1975), film che rappresenta il vero e proprio esordio cinematografico dell’attore dopo alcune apparizioni in serie TV e in un paio di film poco rilevanti. Ora il nostro Martin Brody naviga senz’altro in acque più tranquille di quelle solcate dall’Orca e, certamente, nessuno di noi dimenticherà quel suo viso “storto” per via del naso da pugile che la boxe gli provocò da adolescente, regalandogli un’indimenticabile ‘faccia da cinema’.
24 Gennaio 2008 - 05:33VicVegaPersonaggi, Cronaca, Biografie, Attori
Avrebbe compiuto 29 anni il prossimo 4 aprile, anche se non sembrava poi così giovane. Nonostante quel suo bellissimo viso dai tratti non convenzionali, con occhi stretti e allungati e bocca grande e carnosa, Heath riusciva a incarnare la profondità d’espressione di chi la vita l’ha vissuta intensamente. Come quel suo Ennis Del Mar, ruolo che gli è valso una nomination agli Oscar, attraverso il quale ha raccontato con grandi silenzi e sguardi intensi la rassegnazione di chi per tutta la vita ha cercato di reprimere una natura mai accettata e mal vissuta. Una natura così diversa dalla sua immagine pubblica, sempre
solare e giocosa.
All’ultimo Festival del Cinema di Venezia, in barba a fan e giornalisti pronti a scattare foto a uno degli uomini più sexy del cinema, si è presentato con calzoni corti, calze a righe rosse e cappellaccio a ritirare la Coppa Volpi per Cate Blanchett miglior interprete femminile per I’m not There, film nel quale Heath interpreta Robbie Clark. Un talento, quello di Heath, che non è mai passato inosservato e, sin dall’inizio della sua carriera, non è mai stato offuscato da quella fisicità così prorompente da rischiare di farlo entrare tra le fila dei belli e insignificanti.
Lo stavamo aspettando nell’attesa interpretazione di Joker, nel secondo episodio di Batman firmato Christopher Nolan. Il regista gli aveva affidato il ruolo che fu di Jack Nicholson, indimenticabile nemico del supereroe alato nella versione di Tim Burton, suscitando le proteste dell’attore che pretendeva di essere consultato per la scelta dell’interprete che avrebbe dovuto raccogliere la sua eredità. Come in Casanova, ancora un ruolo in cui la fisicità di Heath viene esaltata, ma le immagini con il trucco pesante non nascondono lo spessore che l’attore è riuscito a imprimere a un personaggio così difficile. Lo vedremo presto, di nuovo sui grandi schermi per farci ridere, terrorizzarci e farci innamorare, magia del cinema capace di regalarci un’illusione di eternità e farci dimenticare per due ore che Heat non c’è più.
Se n’è andato senza clamore e, a parte le ipotesi di presunto suicidio, resta lo sconcerto di una morte improvvisa che non intacca l’immagine di un uomo che ha fatto parlare di se soprattutto come attore. Qualsiasi cosa abbia provocato la morte di Heath Ledger noi lo vogliamo ricordare romantico e sorridente come Giacomo Casanova, intenso e struggente come il cowboy gay di Brokeback Mountain, perfido e affascinante come Joker. Il resto sono solo chiacchiere.
Leggi l’articolo che la nostra LucyLiu ha dedicato alla scomparsa di Heath Ledger su JustMy PlaNet. Guarda qui alcuni video girati prima e dopo la morte dell’attore.
7 Gennaio 2008 - 12:06VicVegaCinema americano, Cronaca, Mostre, Eventi
La notizia rimbalza nel Web ormai da quattro giorni: Sean Penn presiederà la giuria del 61° Festival di Cannes che si svolgerà nella settimana dal 14 al 25 maggio.
“La scelta dell’attore e regista americano” ha detto il direttore del Festival Thierry Frémaux “era scontata, poiché Sean Penn rappresenta il cinema indipendente americano, un aspetto dell’America che ci piace“.
Il regista, che ha presentato il suo ultimo film Into the Wild alla Festa del Cinema di Roma, ha dichiarato di essere onorato e impaziente di fare il Presidente al Festival di Cannes, anche perchè considera questa nomina come un segno di riconoscimento nei confronti della nuova generazione che si è affacciata sulla scena cinematografica.
Dunque, sembra proprio che il 2008 sarà l’anno della riscossa per l’attore premio Oscar nel 2004 con Mystic River. Se non per quanto riguarda la sua vita privata, visto che il 28 dicembre ha divorziato da Robin Wright dopo 16 anni d’amore, 11 di matrimonio e due figli, sicuramente il nuovo anno non sarà avaro di soddisfazioni professionali per lui.
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Dopo essere scampato al tentato suicidio con taglio di vene dei polsi perché lasciato dalla fidanzata Kate Hudson, Owen Wilson si è faticosamente ripreso e ora è riuscito a mettere la parola fine a questa brutta storia. Così ha deciso di mettere in vendita la sua casa di Santa Monica, California, dove aveva abitato con la bella Kate.
Troppi ricordi, belli, ma soprattutto brutti visto che è lì che ha compiuto il drammatico gesto (la casa, 4 stanze da letto, pare venga messa in vendita per la bellezza di 2 milioni e 100 di dollari).
Owen non si è perso d’animo e ha ricominciato subito a lavorare. In cantiere ci sono Marley & Me commedia romantica con Jennifer Aniston, e Drillbit Taylor, altra commedia, di Steven Brill. Nel frattempo lo rivedremo sul grande schermo a marzo, quando uscirà Darjeeling Limited, il nuovo attesissimo film di Wes Anderson che lo vede al fianco di Adrien Brody e Jason Schwartzman. Il film era stato presentato in anteprima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia a settembre, ma Owen aveva disertato la manifestazione proprio a causa del brutto incidente. Forza Owen, siamo con te!
Regia: Richard Linklater
Cast: Patricia Arquette, Bobby Cannavale, Paul Dano, Luis Guzman, Ethan Hawke, Greg Kinnear, Kris Kristofferson, Avril Lavigne, Catalina Sandino Moreno, Wilmer Valderrama, Bruce Willis
Genere: Drammatico, documentario
Distribuzione: DNC
Uscita: 20 Luglio 2007
Tempi duri per i carnivori: l’amatissima carne da hamburger delle catene di fast food americane è contaminata da escrementi di animale. E’ questa la tesi alla base dell’ultimo film di Richard Linklater (Prima dell’alba, Prima del tramonto, School of Rock, A scanner Darkly) Fast Food Nation, che trae origine dall’omonimo romanzo shock di Erich Schlosser che ha sconvolto il popolo americano nelle sue fondamenta quando è stato pubblicato nel 2001.
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Brett Ratner si sta preparando a dirigere Playboy, il film su Hugh Hefner, il leggendario fondatore del famoso magazine “for men“. Ratner è molto soddisfatto dell’idea messa in cantiere, anche perché c’è molto materiale su cui lavorare: “Hefner veniva da un ambiente puritano e dovette reinventare se stesso per diventare il padrino della rivoluzione sessuale”, ha dichiarato il regista. “Spesso usava il suo magazine per parlare di diritti civili e libertà, e presentò James Brown nel suo show “Playboy After Dark” quando i neri non erano ammessi nella televisione nazionale americana. Hefner distrusse ogni tabù, specialmente quelli della sfera sessuale. 
Volevo mostrare tutto ciò, dalla prima causa per la sua prima orgia all’infarto che quasi lo stroncò negli anni ‘80″. E’ ancora troppo presto per sapere chi interpreterà il protagonista, sua sorella Christie che ora dirige il suo impero, e tutto il suo entourage. Presto rivedremo Ratner al cinema con il terzo episodio di Rush Hour, la fortunata serie d’azione con Jackie Chan.
30 Maggio 2007 - 23:47KoralynPersonaggi, Cinema americano, Cronaca
Regia: Finn Taylor
Cast: Joseph Fiennes, Winona Ryder, David Arquette, Julianna Margulies
Genere: Avventura, commedia, romantico
Distribuzione: Moviemax
Uscita: 1 giugno 2007
Finn Taylor non è un regista molto noto in Italia, avendo al suo attivo soltanto due film (Un sogno in fondo al mare, Cherish). Poeta famoso, sceneggiatore e intellettuale di San Francisco, ha maturato un attaccamento speciale alla sua città e il suo ultimo film ne è una viva testimonianza. È convinto che il cinema sia fatto da gente che “ha voglia di fare qualcosa di veramente diverso e speciale, è questo che li interessa, molto più del denaro”… così si circonda di fedeli compagni di lavoro/avventura, a partire dal cast fino all’ultimo aiuto della troupe.
L’idea per The Darwin Awards l’ha maturata per vari anni, seguendo la sua insolita passione per le
debolezze umane che lo ha portato a scoprire uno dei premi più bizzarri al mondo. I Darwin Awards sono il riconoscimento che viene dato a chi ha compiuto i gesti più stupidi e insensati, che molto spesso hanno portato addirittura alla morte. Il film si apre sul caso di un uomo che, insoddisfatto della sua vita, per lasciare il segno nel mondo decide di applicare un motore di razzo alla sua Chevrolet, e si lancia a 3000 kilometri all’ora sulle lunghe e deserte highway americane… che poi tanto deserte non sono.
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Chi non conosce il divertentissimo Chevy Chase (alias Cornelius Crane Chase)?
Lo avrete sicuramente visto in azione nei suoi primi, mitici film come ‘Fletch - Un colpo da prima pagina‘ e ‘National Lampoon’s Vacation‘, dove si ritagliava ruoli sicuramente più indovinati di quelli delle sue interpretazioni più recenti (vedi ‘Mariti in affitto‘). Ebbene, il simpatico attore ha rivelato, in occasione del lancio della sua biografia ‘I’m Chevy Chase… And You’re Not‘ (che sarà pubblicata da Virgin Books) di aver subìto da bambino vari maltrattamenti, anche ripetuti, da parte di sua madre e di essere stato ‘rifiutato emotivamente’ dal patrigno, secondo marito della donna. Chevy non è riuscito mai a perdonarli, neanche dopo la loro morte, ed è un vero miracolo che da una situazione familiare tanto sofferta sia comunque scaturito un carattere e una personalità in grado di far sorridere (e ridere di gusto, ammettiamolo!) milioni di spettatori.
Che dire? Ora i suoi fans gli vorranno addirittura più bene di prima!
Per approfondire: Chevy Chase says in new bio was beaten by mother (Yahoo! News)