Il film di Gianni ZanasiNon pensarci (nelle sale italiane dal quattro aprile) è uno di quei film che dimostrano come sia ancora possibile fare del buon cinema in Italia. Una commedia ironica e divertente, ma non banale, con un’ottima sceneggiatura (Gianni Zanasi e Michele Pellegrini) e un cast di primo livello.
La trama: Stefano Nardini (Valerio Mastandrea) è un musicista punk rock che, dopo una serie di delusioni professionali e la scoperta del tradimento da parte della fidanzata, decide di prendersi una pausa e tornare dalla sua famiglia.
Considerato lo”strano” della famiglia, Stefano si ritrova a dover dare una mano al fratello Alberto (il bravissimo Giuseppe Battiston), che ha preso le redini dell’azienda paterna, alla sorella Michela (Anita Caprioli), che ha lasciato l’università per dedicarsi ai delfini, e ai genitori che convivono in precario equilibrio tra il desiderio di una vecchiaia tranquilla e i problemi irrisolti dei figli.
E’ morto improvvisamente, all’età di 54 anni Anthony Minghella, regista premio Oscar de Il paziente inglese. Minghella era ricoverato al Charing Cross Hospital di Londra, dove aveva subito un intervento chirurgico una settimana fa, ma la morte ieri mattina all’alba per emorragia cerebrale ha colto tutti di sorpresa.
Il regista, di origini italiane, era molto apprezzato per il suo modo di fare socievole e affettivo. Tutti gli attori che hanno lavorato con lui, da Jude Law a Ralph Fiennes, da Juliette Binoche a Stefania Rocca, che interpretò un piccolo ruolo ne Il talento di Mr. Ripley, lo ricordano come un amico, una persona sempre disponibile a far partecipe la troupe e il cast di ogni minimo dettaglio del suo lavoro.
Oltre a Il paziente inglese, che si aggiudicò 9 statuette, e Il talento di Mr. Ripley, Minghella diresse anche Ritorno a Cold Mountain e Mr. Wonderful, con Matt Dillon e William Hurt.
Come riportato dal New York Times (sui siti italiani ancora nessuna traccia della notizia), è morto a 90 anni lo scrittore Arthur C. Clarke, autore di fantascienza dalla cui opera Kubrick ha tratto il suo 2001, Odissea nello spazio.
Clarke è stato uno degli autori di fantascienza al quale il cinema si è più spesso ispirato per rappresentare il nostro futuro.
Doveva succedere, ed è successo: appena si è diffusa la notizia che il cosiddetto ‘alternate ending’ di I Am Legend (Io Sono Leggenda) era disponibile su YouTube gli internauti sono impazziti nel tentativo di guardarlo e scoprire l’altro finale del film. Ovviamente la ricerca di ‘I am legend alternative ending’ su YouTube produce numerosi risultati, ma a quanto pare tutti i filmati sono stati ‘censurati’ da Warner Bros per problemi di copyright e diventa così impossibile vedere l’agognato video. Per i più tenaci sembra però essersi aperto uno spiraglio nel file sharing e in particolare sui portali di BitTorrent: noi stessi abbiamo provato installando l’estensione TorrentBar in Firefox e inserendo le parole ‘I am legend alternative ending‘ nell’apposito campo di ricerca, dopodiché com’era prevedibile il video del finale alternativo di Io Sono Leggenda era disponibile sul computer dopo qualche minuto di download. Ovviamente lo abbiamo subito cancellato, visto che si tratta di materiale protetto da copyright, e se vi state chiedendo se l’abbiamo guardato prima di cancellarlo… beh, secondo voi?
Los Angeles - Sono le due di notte e il Red Carpet è affollato di attori, registi, sceneggiatori e addetti ai lavori che, in abiti di lusso, si apprestano a entrare nel Kodak Theatre per assistere alla notte degli Oscar. Ancora non sappiamo chi vincerà, ma di sicuro possiamo dire che uno dei grandi esclusi di quest’anno, Into the Wild di Sean Penn, è stato nominato da tutti… Non c’è stato uno, tra i registi o gli attori intervistati, che non ha inserito il film tra i migliori dell’anno non spiegandosi le ragioni dell’esclusione. Daniel Day Lewis, che personalmente voto come miglior attore a occhi chiusi, non avendo ancora visto Il petroliere, ha parlato a lungo degli esclusi di quest’anno, nominando la splendida interpretazione di Emile Hirsch e la regia di Sean Penn. Lo stesso hanno fatto gli ospiti che stanno commentando in diretta la serata su Sky. Into the Wild, nonostante l’esclusione, ha ricevuto finora più nomination della cinquina dei film candidati alla statuetta. Prima di darvi appuntamento a domani per il commento dei risultati, una nota sul Red Carpet dove hanno sfilato splendide attrici in altrettanti splendidi abiti, ma dove tra gli attori i più affascinanti c’erano Daniel Day Lewis e Javier Bardem. Due vere facce da cinema in corsa per l’Oscar come miglior attore protagonista il primo, per Il petroliere, e come miglior attore non protagoista l’altro, per Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen.
Si è spento l’11 febbraio, all’età di 75 anni, Roy Scheider. Aveva un tumore, ma non è riuscito a sconfiggerlo come aveva fatto con quello Squalo che lo aveva reso tanto famoso. Infatti, sebbene considerasse l’interpretazione di Bob Fosse in All that Jazz il suo ruolo migliore, è come capo della polizia di Amityche tutti lo ricordano: quel poliziotto terrorizzato dall’acqua in cui tutti gli spettatori si identificavano pensando, come lui, “ci serve una barca più grande… “. La battuta, che non era contenuta nel copione ma fu un’uscita spontanea di Roy Scheider, è stata votata nel 2005 dall’American Film Institute e si è classificata trentacinquesima nella lista delle 100 frasi più celebri del cinema.
Un uomo meraviglioso, ha detto di lui l’amico Richard Dreyfuss, un attore eccezionale, diciamo noi, meraviglioso comprimario accanto a Dustin Hoffmann e Lawrence Olivier in Il maratoneta e al fianco di Gene Hackman ne Il braccio violento della legge, che gli valse una nomination agli Oscar come Miglior Attore non protagonista. Non furono da meno i ruoli da protagonista tra i quali, oltre a All that Jazz per il quale ebbe una nomination come Miglior Attore Protagonista, ricordiamo Tuono blu, 2010 l’anno del contatto, Il segno degli Hannah e Una squillo per l’ispettore Klute (1975), film che rappresenta il vero e proprio esordio cinematografico dell’attore dopo alcune apparizioni in serie TV e in un paio di film poco rilevanti. Ora il nostro Martin Brody naviga senz’altro in acque più tranquille di quelle solcate dall’Orca e, certamente, nessuno di noi dimenticherà quel suo viso “storto” per via del naso da pugile che la boxe gli provocò da adolescente, regalandogli un’indimenticabile ‘faccia da cinema’.
Domenica sera o, per meglio dire, notte è andata in onda su Rai Tre l’intervista di Serena Dandini a Tim Burton (qui il video). Il regista ha incontrato la brava e simpatica conduttrice del talk show Parla con me, in occasione della presentazione del suo ultimo film Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street . Serena, che non fa mistero della sua passione per Tim Burton (dichiara di aver visto dieci volte Mars Attacks!) esordisce dicendo di essere molto emozionata per l’intervista, ma anche rassicurata dal fatto di avere un taglio di capelli simile a quello del regista…! I due parlano del musical, che ha ottenuto due Golden Globe, miglior film e miglior attore, e tre nomination agli Oscar tra le quali quella a Johnny Depp che in questo film canta per la prima volta nella sua carriera. Tim parla di questo suo ultimo progetto, del rapporto con il “suo” Johnny, di Edward mani di forbice e di Ed Wood, con estrema disponibilità e cordialità, mostrando di trovarsi a suo agio con Serena Dandini. L’intervista è interessante e divertente, un’ottimo esempio del fatto che c’è ancora qualcuno capace di fare buona televisione! Tim Burton, d’altro canto, è un genio: s’intuisce dalla sua semplicità, più che dalla stravaganza e il suo ultimo film, in sala il 22 febbraio, non deluderà certamente i suoi estimatori.
Il DVD del nuovo film di Stallone dedicato al personaggio di Rambo è off-limits nei videoshop di Myanmar, ma sulle bancarelle vietnamite sembra spopolare a dispetto della censura imposta dal governo militare. In particolare pare che la frase ‘Live for nothing, die for something‘ (Nessuna ragione per vivere, una ragione per morire) stia trasformandosi in un vero e proprio slogan fra gli oppositori del regime. Potrebbe essere, in fondo, l’accoglienza più entusiasta che l’ennesimo episodio di John Rambo raccoglierà fra il pubblico.
Arriva finalmente in sala il film di Sean Penn, Into the Wild, premiato alla Festa del cinema di Roma come miglior film nella sezione Premiere e candidato agli Oscarnelle categorie Montaggio e Miglior attore non protagonista. Il film, che vi consigliamo di non perdere, è stato quasi ignorato dall’Academy che non lo ha inserito nella cinquina dei migliori film, né in quella dei migliori registi né, soprattutto, nella rosa delle migliori colonne sonore. I brani originali scritti e interpretati da Eddie Vedder, infatti, sono uno degli elementi di pregio del film, perfetti compagni di viaggio di Alexander Supertramp, protagonista della storia sceneggiata e diretta da Sean Penn. Sul film, tratto dal libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer appena riedito da Corbaccio, è già stato detto tutto e su YouTube trovate diversi video tratti dal film, ma anche interviste e una breve ricostruzione del percorso di Chris McCandless, il personaggio realmente esistito di cui si racconta la storia. Non mi resta altro che raccomandarvi di andarlo a vedere e poi tornare qui per i commenti. Da parte mia aspetterò con pazienza che lo vediate prima di commentare, per non dare troppe anticipazioni. Solo un piccolo suggerimento: prestate attenzione al cast che affianca il protagonista Emile Hirsch, da Marcia Gay Harden a William Hurt, da uno splendido Vince Vaughn al candidato all’Oscar Hal Holbrook.
Avrebbe compiuto 29 anni il prossimo 4 aprile, anche se non sembrava poi così giovane. Nonostante quel suo bellissimo viso dai tratti non convenzionali, con occhi stretti e allungati e bocca grande e carnosa, Heath riusciva a incarnare la profondità d’espressione di chi la vita l’ha vissuta intensamente. Come quel suo Ennis Del Mar, ruolo che gli è valso una nomination agli Oscar, attraverso il quale ha raccontato con grandi silenzi e sguardi intensi la rassegnazione di chi per tutta la vita ha cercato di reprimere una natura mai accettata e mal vissuta. Una natura così diversa dalla sua immagine pubblica, sempre solare e giocosa.
All’ultimo Festival del Cinema di Venezia, in barba a fan e giornalisti pronti a scattare foto a uno degli uomini più sexy del cinema, si è presentato con calzoni corti, calze a righe rosse e cappellaccio a ritirare la Coppa Volpi per Cate Blanchett miglior interprete femminile per I’m not There, film nel quale Heath interpreta Robbie Clark. Un talento, quello di Heath, che non è mai passato inosservato e, sin dall’inizio della sua carriera, non è mai stato offuscato da quella fisicità così prorompente da rischiare di farlo entrare tra le fila dei belli e insignificanti.
Lo stavamo aspettando nell’attesa interpretazione di Joker, nel secondo episodio di Batman firmato Christopher Nolan. Il regista gli aveva affidato il ruolo che fu di Jack Nicholson, indimenticabile nemico del supereroe alato nella versione di Tim Burton, suscitando le proteste dell’attore che pretendeva di essere consultato per la scelta dell’interprete che avrebbe dovuto raccogliere la sua eredità. Come in Casanova, ancora un ruolo in cui la fisicità di Heath viene esaltata, ma le immagini con il trucco pesante non nascondono lo spessore che l’attore è riuscito a imprimere a un personaggio così difficile. Lo vedremo presto, di nuovo sui grandi schermi per farci ridere, terrorizzarci e farci innamorare, magia del cinema capace di regalarci un’illusione di eternità e farci dimenticare per due ore che Heat non c’è più.
Se n’è andato senza clamore e, a parte le ipotesi di presunto suicidio, resta lo sconcerto di una morte improvvisa che non intacca l’immagine di un uomo che ha fatto parlare di se soprattutto come attore. Qualsiasi cosa abbia provocato la morte di Heath Ledger noi lo vogliamo ricordare romantico e sorridente come Giacomo Casanova, intenso e struggente come il cowboy gay di Brokeback Mountain, perfido e affascinante come Joker. Il resto sono solo chiacchiere.
Leggi l’articolo che la nostra LucyLiu ha dedicato alla scomparsa di Heath Ledger su JustMy PlaNet. Guarda quialcuni video girati prima e dopo la morte dell’attore.